martedì, febbraio 15

Negli echi della mente risuonano sorrisi; sfibrando, esili, le parole. Luoghi remoti; sogni che stridono nella melma del reale, dispersi nelle paludi irrisolute di sguardi futili. Eppure ridiscendono memorie; profumi di cortili d'arancio; tra quelle rene ocra lussuriose di senno. Tinte improbabili, evaporate da immagini e voccii sussurrati fra veli e folate d'aria. Piccole proiezioni dai fori di finestre verso cortili e strade; viaggi desti d'occhi in sfrecciare d'asfalto.
Sopore sapor d'incantesimo, in meriggi di sol leone, dove amara di gioia una lacrima fertile d'acqa in lievi passi d'incantesimo si scioglieva nel mare.

1 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Sono incantata dalla Sicilia; ci sono stata dieci giorni poco tempo fa (ho un amico che vive nei pressi di Taormina) e ho visitato tutto ciò che mi è stato possibile. Ecco cos'è Palermo (almeno dalle poche impressioni e per me, naturalmente)
Palermo è una città arrogantemente unica e umilmente straordinaria: bisogna camminare per le sua strade, ascoltare le voci silenziose delle anime nascoste, che sommessamente invitano il pellegrino a ristare; bisogna ascoltarne il canto attraverso i suoi millenni di storia, asciugare il pianto invisibile dei suoi occhi che oggi hanno visto mille orrori, memori di mille splendori.
Palermo rapisce l'anima in un turbinio di emozioni palpabili come l'odore delle zagare che annusi mentre passi. E' sogno e vibrazione. Sopra l'immenso infinito
scenario del suo fuoco, lì gli dei hanno posto la loro dimora.

2:30 PM  

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