sabato, dicembre 3

Le vetrine frastagliate dell’immaginazione, promulgano gorgoglii di luci dall’impazienza asonora. L’ovattata flemma dei graniti, riflette violando fiocchi e listelli; balzano schizzi di giallo ed ombre sulle banchine ritmate da tacchi di stivali in pelle. Sguardi distratti e casuali; scene composite di aspirazione e sospiri; oggetti riposti da mani sapienti, aliene alla mattanza di pensieri rivolti in propensione. Volti in file caduche, rivolti a giochi ritmici di etichette pendule, di cristalli armonici e fieri in giochi d’arte. Oltre calpestii improbabili d’uomini in fila, legati a donne dal volto stanco, s’intravedono volti semplici in cerca di nobili ed invisibili dettagli. Orchestre incolte di rimandi da olii di tele su vasi pinti e fantasie di legni in conversioni d’intarsi. E nei rumoreggi e tintinnii, danze d’origami d’idee della Musa in veste nera. Viaggi in pieghe di Venere, lontani da spazzi e dai richiami di reale e di terra. Ritorni brevi, per sibillini alterchi; poi voli su castelli d’immagini e bellezza.

1 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Desideri e speranze ingenue e poetiche,quelle di una Musa.
Rovista con gli occhi , attraversa fondi di cristalli imbarazzati e impacciate tazzine.Oppure si specchia in argenti ,che come scudi si difendono e le restituiscono il viso.Il suo.
Cerca purezza.Sa che esiste,dove poter riconoscere se stessa,perchè un viso semplice sarebbe troppo;sarebbe la sua felicita'.

E' bellissimo questo post Manilo!
Io lo interpreto cosi'
Ciao e complimenti

4:13 PM  

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